Assassini al di sopra di ogni sospetto: perché ho scritto Fino al giorno prima
Che cosa trasforma una persona comune in un assassino? E quanto conosciamo davvero chi ci vive accanto? In Fino al giorno prima, in libreria dal 3 novembre 2026 per Sperling & Kupfer, otto casi di cronaca nera italiana diventano il punto di partenza per una riflessione sulla normalità, sulle origini della violenza e sull'illusione di poter riconoscere il male prima che si manifesti.
Qualche anno fa mi sono ritrovata seduta di fronte a una coppia di genitori la cui figlia era stata uccisa dal fidanzato. «Un ragazzo normale», mi dicevano parlando di lui. «Un ragazzo perbene, un figlio per noi». E nei loro occhi vedevo brillare i frammenti di un affetto che neppure il dolore era riuscito a spegnere del tutto. Mi raccontavano come, per reprimere quel sentimento dovessero ricordare continuamente a se stessi cosa aveva fatto alla loro figlia. Quella scena mi diede un senso di vertigine, non l'ho mai più dimenticata. Da allora cominciai a riflettere su come qualcuno che fa parte della nostra vita possa, all'improvviso, cambiare ruolo e riscrivere il copione della nostra storia. Da commedia in tragedia. E mi si insinuò un dubbio: ma davvero quel ragazzo era stato normale, fino al giorno prima dei fatti? Davvero non era mai accaduto nulla che potesse suggerire l'epilogo di quella storia? O era l'amore di quei genitori, il senso di affidamento, l'istinto a scacciare la preoccupazione e la paura come pensieri intrusivi, ad aver offuscato il loro sguardo impedendogli di cogliere eventuali segnali di pericolo?
Questa domanda mi tormentava. Dal bisogno di cercare una risposta per me, prima ancora che di offrirne una agli altri, è nato Fino al giorno prima, il mio nuovo libro, pubblicato da Sperling & Kupfer e in libreria dal 3 novembre 2026. Perché, per quanto abbia raccontato delitti e ricostruito vite, ci sono domande alle quali non ho mai smesso di cercare di rispondere.
Il falso ordinario: otto storie di cronaca nera italiana
Ho scelto otto storie della cronaca nera italiana nelle quali il delitto irrompe rompendo gli argini della normalità. O meglio, di quello che mi piace chiamare il falso ordinario: quel quotidiano apparentemente innocente che precede la tragedia, e che soltanto dopo cominciamo a osservare con sospetto. Ho scelto le storie che più mi sono rimaste dentro in questi anni.
La strage di Motta Visconti, la bella famiglia da cartolina di Natale cancellata dal gesto inatteso e apparentemente insensato di un marito e padre premuroso.
Novi Ligure, la ribellione adolescenziale che diventa progetto criminale dentro una coppia di ragazzini che si isola progressivamente dal mondo.
Lecce, l'assassinio di due fidanzati che avevano avuto la sfortuna di incrociare lo sguardo morboso di un ex coinquilino.
Sono vicende lontane tra loro, per protagonisti, moventi, circostanze. Eppure hanno qualcosa in comune: la distanza, a volte abissale, fra la persona che gli altri credevano di conoscere e quella che il delitto ha rivelato. È una distanza che tendiamo a colmare a posteriori. Cerchiamo nel passato le tracce di ciò che è accaduto, ricostruiamo i conflitti, attribuiamo un peso diverso alle parole, ai silenzi, alle piccole anomalie del comportamento. Col senno di poi. E finiamo per convincerci che qualcosa, necessariamente, avrebbe dovuto metterci in guardia.
Ma chi viveva accanto a quelle persone non conosceva il finale della storia. È questa la difficoltà che più mi interessa esplorare. Perché esistono delitti annunciati da una lunga storia di violenza, minacce, sopraffazione. E altri nei quali il gesto criminale appare come una frattura improvvisa, incomprensibile. Confondere queste due dimensioni sarebbe un errore. Ma lo sarebbe anche pensare che, conoscendo l'epilogo, sia sempre possibile risalire a un'origine certa, individuare il momento esatto in cui una persona ha cominciato a diventare ciò che poi sarebbe stata.
Si può riconoscere un assassino prima che uccida?
Scrivendo, ho scoperto che alcune risposte erano lì, nascoste in luoghi nei quali nessuno aveva guardato. Nei diari di Antonio De Marco, per esempio, l'intenzione di uccidere era letteralmente scritta. Se qualcuno li avesse letti prima, avrebbe saputo. Ma nessuno si è avvicinato così tanto da averne la possibilità.
Nel caso delle ragazze di Chiavenna, alcuni episodi di vandalismo, ribellione e isolamento del gruppo hanno assunto, dopo il delitto, un significato inquietante. Mi sono chiesta se, osservati insieme e nel momento in cui si verificavano, avrebbero potuto suggerire la profondità del disagio che attraversava quelle adolescenti. In altre storie ancora, come quella di Aral, ho dovuto prendere atto che intuire ciò che sarebbe accaduto anche per chi voleva bene a quel ragazzo era quasi impossibile.
E poi c'è stata Marta Russo. Di lei conoscevo la morte, ma non avevo mai conosciuto davvero la vita. Ho scoperto la sua dolcezza e la sua sorprendente profondità. E mi sono resa conto che, nel tentativo di comprendere chi uccide e le sue motivazioni, rischiamo qualche volta di dimenticare chi è stato ucciso. Non soltanto la sua morte, ma tutto quello che quella morte ha interrotto.
Fino al giorno prima: raccontare la vita prima del delitto
Il senso di questo lavoro non era stabilire verità definitive o emettere sentenze. Volevo soltanto aprire una porta ed entrare in una stanza insieme al lettore. Sentirne gli odori, ascoltarne i suoni, osservare i gesti delle persone, le loro abitudini, le loro relazioni. Guardarle vivere prima che il crimine facesse irruzione nelle loro esistenze. Volevo capire quanto quella vita potesse somigliare alla mia. O alla vostra. Quanto potesse esserci di familiare in una casa che, oggi, conosciamo soltanto perché vi è accaduto qualcosa di terribile.
E cercare proprio lì, in quella somiglianza così difficile da accettare, una risposta alla domanda che continua ad attanagliarmi. Possiamo riconoscere il male prima che si manifesti?

Fino al giorno prima – Il libro
Titolo: Fino al giorno prima. Otto casi di cronaca nera per capire cosa succede prima
che tutto cambi
Autrice: Angela Marino
Editore: Sperling & Kupfer
In libreria dal: 3 novembre 2026
Fino al giorno prima è disponibile in preorder online e ordinabile in libreria.





Commenti